The Legend of Zelda: Ocarina of Time – Storia, versioni, valore collezionistico e il remake 2026
Pochi giochi hanno cambiato il modo di concepire l’avventura in 3D come The Legend of Zelda: Ocarina of Time. Uscito su Nintendo 64 nel novembre 1998, è ancora oggi uno dei titoli più citati quando si parla di capolavori assoluti del genere videoludico. Quasi trent’anni dopo, Nintendo lo riporta in scena con un remake per Switch 2 annunciato nel 2026, proprio nell’anno del 40° anniversario della saga.
In questo articolo ripercorriamo la storia del gioco, le sue versioni nel tempo, quanto vale oggi una copia originale da collezione e cosa sappiamo finora sul remake.
La storia di Ocarina of Time
Sviluppato dal team guidato da Shigeru Miyamoto ed Eiji Aonuma, Ocarina of Time fu il primo Zelda interamente in 3D. Introdusse meccaniche che sarebbero diventate standard del genere action-adventure: il targeting dei nemici, i viaggi nel tempo tra Link bambino e adulto, e un mondo di Hyrule che per la prima volta si poteva esplorare liberamente a cavallo di Epona.
Il gioco vinse consensi quasi unanimi alla critica dell’epoca e ha continuato a comparire per decenni nelle classifiche dei “migliori videogiochi di tutti i tempi”. Non è un’esagerazione da fan: ha letteralmente riscritto le regole con cui ancora oggi si progettano dungeon e combat system in terza persona.
Le versioni di Ocarina of Time nel tempo
Ocarina of Time non è rimasto fermo al 1998. Ecco le tappe principali della sua storia editoriale:
- Nintendo 64 (1998) — la versione originale, quella più ricercata dai collezionisti.
- iQue Player (Cina, 2003) — versione poco nota in Occidente, distribuita su una console locale derivata dal N64.
- GameCube — Collector’s Edition e bonus pre-ordine Wind Waker (2002-2003) — Ocarina of Time fu incluso come bonus per chi prenotava The Wind Waker, insieme alla Master Quest, una versione con dungeon riprogettati mai uscita in Nord America come prodotto standalone.
- Virtual Console (Wii, poi Wii U) — la versione N64 originale resa disponibile in digitale.
- Nintendo 3DS (2011) — un remake completo con grafica rifatta e gameplay aggiornato, che ha introdotto il gioco a una nuova generazione di giocatori.
- Nintendo Switch Online (espansione N64) — disponibile in streaming per gli abbonati, inclusa la versione su Switch 2.
Ogni versione ha un suo pubblico di collezionisti: alcuni cercano l’originale N64 per la nostalgia “pura”, altri preferiscono la 3DS per l’esperienza più rifinita.

Foto di Francisco Gonzalez Romanelli su Unsplash
Quanto vale oggi una copia originale da collezione
Il valore di una cartuccia N64 di Ocarina of Time varia moltissimo in base a tre fattori principali:
| Variante | Fascia di valore indicativa |
|---|---|
| Cartuccia sciolta, condizioni medie | Bassa-media — è uno dei titoli N64 più stampati, quindi relativamente accessibile |
| Copia CIB (completa di scatola e manuale) | Media-alta — la richiesta di pezzi completi resta forte |
| Player’s Choice (etichetta dorata, ristampa) | Più economica — tirature più ampie, meno rara |
| Prima tiratura, condizioni da collezione/graded | Alta — qui entra in gioco il mercato del grading professionale |
A differenza di altri titoli N64 più rari (vedi alcuni giochi sportivi o licenze limitate), Ocarina of Time ebbe una tiratura molto ampia per l’epoca, proprio perché fu un successo commerciale enorme. Questo lo rende relativamente abbondante rispetto ad altri “cult” del catalogo N64 — un dettaglio che chi vende o compera dovrebbe sempre avere in mente, perché online si trovano spesso prezzi gonfiati che non rispecchiano la reale rarità del gioco.
Per chi cerca un acquisto da collezione genuino, vale la stessa regola d’oro che vale per qualsiasi retrogame: controllare le vendite concluse (non le inserzioni attive) per farsi un’idea realistica del prezzo di mercato attuale.

(Proprietà e crediti immagine: Nintendo)
Il remake per Nintendo Switch 2 (2026)
La notizia più importante del momento: Nintendo ha confermato ufficialmente un remake di Ocarina of Time durante il Nintendo Direct del 9 giugno 2026. Il gioco è stato annunciato come remake esclusivo per Nintendo Switch 2, con uscita prevista nel corso del 2026.
Alcuni punti chiave di quello che sappiamo finora:
- Nintendo descrive il progetto come il classico N64 “rinato” per Nintendo Switch 2, senza indicare per ora una data di uscita precisa.
- Si tratta di un’esclusiva Switch 2, senza menzione di supporto per la Switch originale.
- Nintendo lo presenta come una ricostruzione “ground-up”, cioè un remake costruito da zero e non un semplice remaster con texture aggiornate — un’impostazione diversa rispetto al remake 3DS del 2011, che era più conservativo nell’approccio.
- L’annuncio arriva accompagnato da un trailer minimale, con narrazione fuori campo sui Kokiri e una breve scena di Link da bambino, senza gameplay mostrato.
- Il lancio coincide con il 40° anniversario della saga di Zelda, e diversi osservatori notano come la finestra di uscita “tardo 2026” potrebbe essere studiata per evitare la concorrenza diretta con altri grandi lanci dell’autunno.

(Proprietà e crediti immagine: Nintendo)
Cosa significa per i collezionisti
Un remake di questo calibro tende ad avere due effetti opposti sul mercato del retrogaming:
- Aumenta l’interesse generale per il titolo originale, spingendo più persone a cercare la versione N64 “storica” per confronto o nostalgia.
- Non riduce necessariamente il valore della copia originale — anzi, storicamente i remake spesso rilanciano l’attenzione (e quindi la domanda) anche sul prodotto vintage, soprattutto sulle versioni più rare o sulle edizioni CIB.
Vale la pena tenere d’occhio l’uscita del remake nel 2026: è probabile che generi una nuova ondata di articoli, confronti e discussioni nella community, un’ottima occasione anche per chi gestisce contenuti retrogaming di intercettare il traffico di ricerca legato al lancio.
Conclusione
Ocarina of Time resta un caso più unico che raro: un gioco capace di restare rilevante quasi trent’anni dopo l’uscita, sia per chi lo vive come pezzo da collezione sia per chi lo riscopre oggi tramite il prossimo remake Switch 2. Per chi segue il mercato retrogaming, il 2026 sarà un anno utile per osservare come si muovono i prezzi della versione originale in risposta a questo grande ritorno.
Foto di copertina proprietà e crediti Nintendo
