Rule of Rose per PS2: perché è diventato così costoso (e cosa c’è di vero dietro alla sua “rarità”)
Rule of Rose è probabilmente il caso più discusso nel collezionismo PS2 italiano. Per anni si è parlato di un gioco “introvabile”, capace di superare i 600€ per una copia in buone condizioni. Ma la storia dietro a questi prezzi è molto più complicata — e più interessante — di una semplice questione di scarsità. C’entrano uno scandalo giornalistico, il Parlamento italiano, l’Unione Europea, e persino un colpo di scena recente che ha fatto crollare le quotazioni da un giorno all’altro.
Vediamo come stanno davvero le cose.
Cos’è Rule of Rose
Rule of Rose è un survival horror psicologico sviluppato dallo studio giapponese Punchline su commissione di Sony Japan, uscito nel 2006. Racconta la storia di Jennifer, una ragazza che finisce nelle mani di un gruppo di bambine crudeli all’interno di un collegio isolato, in un’atmosfera onirica e disturbante che richiama “Il Signore delle Mosche”. Sony America decise di non distribuirlo direttamente perché “non in linea con la loro immagine”, lasciando la pubblicazione ad Atlus negli USA e a 505 Games in Europa.
Fin qui, un survival horror di nicchia come tanti. Poi è arrivato novembre 2006.

Lo scandalo Panorama: come nasce il “mito” di Rule of Rose
Il 10 novembre 2006 il settimanale Panorama pubblicò una copertina con il titolo “Vince chi seppellisce viva la bambina”, riferito a una scena del gioco. L’articolo, firmato da Guido Castellano, conteneva informazioni false e — secondo ricostruzioni successive — sarebbe stato in parte copiato da un commento pubblicato su un forum americano da un giocatore qualunque, senza che l’autore avesse mai effettivamente visto il gioco per intero.
La vicenda andò ben oltre la cronaca videoludica. Nel giro di pochi giorni:
- Il Ministro della Giustizia Clemente Mastella propose un controllo preventivo sui videogiochi
- Il deputato Ermete Realacci presentò un’interrogazione parlamentare
- L’allora Commissario UE per la Giustizia Franco Frattini intervenne pubblicamente, definendo il gioco “osceno, brutale e perverso” e proponendo di rivedere il sistema di classificazione PEGI
- Una proposta di risoluzione per bloccare la commercializzazione del gioco in Europa raccolse le firme di oltre cinquanta eurodeputati
Il Commissario UE Viviane Reding richiamò pubblicamente Frattini, ricordando che il sistema PEGI esisteva già dal 2003 e funzionava. Rule of Rose arrivò comunque regolarmente nei negozi italiani il 23 novembre 2006, ma nel frattempo il gioco era diventato un caso nazionale — ed europeo.
Perché lo scandalo ha reso il gioco “da collezione”
Quello che sembrava un disastro di immagine per 505 Games si è trasformato, col tempo, nell’esatto contrario: pubblicità gratuita su scala enorme. Un gioco di nicchia, che difficilmente avrebbe attirato l’attenzione del grande pubblico, è finito sulle prime pagine, in Parlamento e nei dibattiti europei. Questo tipo di notorietà improvvisa, unita a tirature comunque limitate per un titolo non di punta, ha alimentato negli anni una vera “leggenda” di rarità.
A complicare la narrazione, nel Regno Unito il gioco non fu mai distribuito ufficialmente, il che rese la sua edizione inglese particolarmente desiderata dai collezionisti internazionali.

Quindi è stata una manovra di marketing?
È la domanda che si fanno molti collezionisti, e la risposta onesta è: probabilmente no, non in origine — ma con qualche distinzione importante.
Non ci sono prove che 505 Games o Atlus abbiano orchestrato lo scandalo Panorama: l’articolo nacque da un giornalista di una rivista generalista, in un contesto di moral panic sui videogiochi che in quegli anni colpì diversi altri titoli (non solo Rule of Rose). Le aziende coinvolte si trovarono semmai a gestire una crisi reputazionale, non a cavalcarla volontariamente.
Detto questo, è innegabile che l’effetto collaterale sia stato pubblicità a costo zero, e che negli anni successivi l’aura di “gioco maledetto e introvabile” abbia contribuito non poco a costruire il mito che ha fatto salire i prezzi sul mercato del collezionismo. In altre parole: la controversia non fu pianificata come operazione di marketing, ma è stata sfruttata — anche involontariamente, attraverso il semplice passaparola e la copertura mediatica — come tale negli anni a seguire.
Il colpo di scena del 2024: la “rarità” si è dimezzata
Qui arriva la parte meno raccontata, ma più importante per chi vuole capire il valore reale del gioco oggi.
Nel settembre 2024 sono apparse su eBay centinaia di copie nuove e sigillate di Rule of Rose, vendute da rivenditori italiani. La fonte sarebbe stata uno stock dimenticato nei magazzini di Digital Bros, l’azienda legata a 505 Games, publisher europeo del gioco. Si parla di circa 750 copie della versione inglese — la stessa che non era mai stata distribuita ufficialmente nel Regno Unito, e che per questo era considerata tra le più rare in assoluto.
L’effetto sul mercato è stato immediato: la versione PAL nuova, che nel 2023 veniva venduta a circa 1.400 dollari, è scesa a 600-800 dollari, fino a stabilizzarsi poco sopra i 300 dollari dopo l’arrivo di questo nuovo stock. Un crollo di prezzo di oltre il 50% in pochi mesi, causato semplicemente dalla maggiore disponibilità del gioco sul mercato secondario.
Rarità reale o rarità percepita?
Vale la pena distinguere due livelli, perché spesso vengono confusi:
La versione italiana/europea standard non è mai stata particolarmente rara in senso stretto: è stata venduta come un normale titolo PS2 dell’epoca, semplicemente con una tiratura non altissima per un gioco di nicchia. La sua fama di “introvabile” deve molto più alla pubblicità involontaria generata dallo scandalo che a un’effettiva scarsità di copie.
La versione inglese (UK), mai distribuita ufficialmente nel Regno Unito, era invece genuinamente rara — fino alla scoperta dello stock dimenticato nel 2024, che ha rimesso sul mercato centinaia di esemplari sigillati tutti in un colpo.

Immagine della versione PAL UK proveniente da annuncio ebay di Kevinworld
Quanto vale oggi Rule of Rose per PS2
Le quotazioni si sono notevolmente ridimensionate rispetto al picco storico, ma restano comunque alte per gli standard PS2:
| Condizione | Valore indicativo (dopo il crollo 2024) |
|---|---|
| Copia usata, buone condizioni | 150-300 € |
| Completo con scatola e manuale (CIB) | 250-400 € |
| Nuovo sigillato (post-scoperta stock 2024) | a partire da circa 280-350 € |
| Nuovo sigillato (prima del 2024, picco storico) | 600 €+, con punte oltre i 1.300 € |
I prezzi continuano a oscillare in base alla disponibilità residua dello stock ritrovato: man mano che le copie verranno acquistate, è plausibile (anche se non garantito) un nuovo lento aumento dei valori nel tempo, una volta esaurita l’offerta straordinaria del 2024.
Cosa imparare da questo caso per il collezionismo
La storia di Rule of Rose è un ottimo promemoria per chi colleziona videogiochi: la “rarità” percepita sul mercato non sempre coincide con la rarità reale. Scandali mediatici, narrazioni virali e semplice scarsità temporanea di copie in circolazione possono gonfiare artificialmente un prezzo, che può poi correggersi bruscamente quando emergono nuove informazioni o nuovi stock — esattamente come accaduto nel 2024.
FAQ
Rule of Rose è davvero raro? La versione standard europea/italiana non lo è in senso stretto; la versione inglese (mai uscita ufficialmente nel Regno Unito) lo era, fino alla scoperta nel 2024 di centinaia di copie in un magazzino italiano.
Perché Rule of Rose costava così tanto? Per una combinazione di tiratura limitata, lo scandalo mediatico del 2006 che lo rese celebre, e la narrazione di “gioco maledetto e introvabile” che si è consolidata negli anni tra i collezionisti.
È stata una strategia di marketing pianificata? Non ci sono prove in questo senso. Lo scandalo nacque da un articolo giornalistico indipendente in un clima di moral panic sui videogiochi; l’effetto pubblicitario fu un sottoprodotto non programmato, sfruttato solo a posteriori dal mercato del collezionismo.
Conviene ancora comprarlo come investimento? Dopo il crollo del 2024 i prezzi si sono stabilizzati su livelli più bassi rispetto al picco storico. Come per ogni acquisto da collezione, vale la regola generale di comprare per passione più che per speculazione, dato che i prezzi possono variare rapidamente in base a nuove scoperte di stock o cambi di narrazione.
Articolo aggiornato a giugno 2026. Le quotazioni di mercato per i giochi da collezione possono cambiare rapidamente: verifica sempre i prezzi più recenti su piattaforme come PriceCharting prima di un acquisto o una vendita importante.
