Dark Souls 2
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Dark Souls 2: il capitolo bistrattato che merita una rivalutazione (e le edizioni rare da avere)

C’è un consenso non scritto nella community di FromSoftware che vuole Dark Souls 2 come il capitolo “minore” della trilogia — quello con i problemi di coerenza artistica, il director diverso, le meccaniche che si discostano dall’originale. È un’etichetta che il gioco si è guadagnata in parte meritevolmente, ma che negli anni ha oscurato qualcosa di importante: Dark Souls 2 è un gioco straordinario, con alcune delle aree più belle e i boss più creativi dell’intera saga, e con una longevità e una varietà di build che ancora oggi pochi titoli riescono a eguagliare.

E dal punto di vista del collezionismo, è anche il capitolo con le edizioni fisiche più interessanti e con quotazioni in crescita costante — soprattutto per la Collector’s Edition con la statuetta del Warrior Knight, ancora oggi uno degli oggetti da collezione più ambiti della generazione PS3/Xbox 360.


La storia: quando FromSoftware osò cambiare il director

Il contesto dopo Dark Souls 1

Il primo Dark Souls — uscito nel 2011 — fu un fenomeno inaspettato. Hidetaka Miyazaki, il suo director, aveva creato qualcosa di unico: un action RPG brutale, denso di lore nascosta, con un design dei livelli interconnessi che sembrava quasi miracoloso. Il successo fu enorme, ben oltre le aspettative di Namco Bandai e FromSoftware.

La pressione per un sequel fu immediata e intensa. Il problema era che Miyazaki era già impegnato su Bloodborne — il suo nuovo progetto esclusivo per PS4. FromSoftware decise di procedere comunque con Dark Souls 2, affidando la direzione a un team diverso guidato da Tomohiro Shibuya e Yui Tanimura — con Miyazaki che manteneva un ruolo di supervisione generale ma non era il director creativo.

Questa scelta — comprensibile da un punto di vista produttivo ma rischiosa artisticamente — è alla radice di molte delle critiche che Dark Souls 2 si è guadagnato nel corso degli anni.

Lo sviluppo e la controversia delle luci

Dark Souls 2 generò una delle polemiche più accese nella storia dei trailer videoludici. I primissimi trailer mostravano un gioco visivamente straordinario — illuminazione dinamica sofisticatissima, giochi di luce e ombra che non si erano mai visti su PS3 e Xbox 360, ambientazioni di una bellezza quasi irreale.

Il gioco che arrivò nei negozi nel marzo 2014 era visivamente molto diverso da quei trailer. L’illuminazione dinamica era stata quasi completamente rimossa, probabilmente per problemi di performance sull’hardware della generazione precedente. La controversia fu enorme — molti parlarono di “downgrade” clamoroso. È ancora oggi uno dei casi più citati quando si parla di distanza tra marketing e prodotto finale nei videogiochi.

Dark Souls 2

Foto da Steam.

Cosa funziona e cosa no: la rivalutazione onesta

Dark Souls 2 è diverso dai suoi fratelli — e questo è insieme il suo principale problema e la sua principale virtù.

Le critiche legittime. La coerenza geografica del mondo di gioco è sacrificata rispetto all’originale — le aree non si interconnettono in modo organico ma sembrano collegate in modo più arbitrario. Il sistema di adattive enemy spawning — i nemici smettono di rispawnare dopo un certo numero di morti — è divisivo. Alcune scelte di design, come i gruppi di nemici numerosi che rendono difficile il combattimento uno contro uno, sono state criticate come economiche invece che interessanti.

Le qualità ingiustamente ignorate. La varietà di build è probabilmente la più alta dell’intera trilogia — Dark Souls 2 ha più opzioni di personalizzazione del personaggio, più armi interessanti e più possibilità di gioco di squadra. Il DLC — Crown of the Sunken King, Crown of the Old Iron King e Crown of the Ivory King — è considerato da molti tra il miglior contenuto aggiuntivo mai prodotto da FromSoftware. Alcune aree del gioco base — Heide’s Tower of Flame, Drangleic Castle, Brume Tower — sono tra le più belle dell’intera saga.

La versione definitiva del gioco — Scholar of the First Sin, uscita nel 2015 per PS4, Xbox One e PC — rielabora completamente il posizionamento dei nemici e degli oggetti, integra tutti i DLC e corregge molti dei problemi dell’originale. È generalmente considerata la versione da giocare nel 2026.

Dark Souls 2 Scholar of the first sin

Foto di Instant Gaming.


Le versioni fisiche: dalla Standard alla Collector’s Edition

Dark Souls 2 uscì il 14 marzo 2014 in Europa su PS3 e Xbox 360 (la versione PC arrivò ad aprile, la versione PS4/Xbox One con Scholar of the First Sin nel 2015). Namco Bandai preparò tre versioni fisiche distinte, ognuna con caratteristiche specifiche.

Standard Edition

La versione base del gioco in custodia standard. Per PS3 e Xbox 360 — ancora la versione più comune sul mercato dell’usato, con prezzi contenuti.

Black Armor Edition — la steelbook da preordine

La Black Armor Edition era disponibile esclusivamente ai preordini, distribuita fino a esaurimento scorte. Includeva:

  • Steelbook metallica con artwork del Warrior Knight in rilievo — considerata tra le steelbook più belle della generazione
  • Disco del gioco
  • Colonna sonora ufficiale su CD — composta da Motoi Sakuraba, il celebre compositore giapponese già autore delle musiche del primo Dark Souls

Non aveva contenuti aggiuntivi di gioco rispetto alla versione standard, ma la steelbook con il CD della colonna sonora la rende un oggetto fisico di grande qualità. Sul mercato dell’usato oggi vale tra i 30 e i 60 euro in buone condizioni per la versione PS3, leggermente di più per Xbox 360.

Dark Souls 2 Black Armour Edition

Dark Souls 2 Black Armor Edition per XBOX 360. Foto di ebay.

Collector’s Edition — la versione con la statuetta

Questa è la versione che ogni collezionista della saga vuole. La Collector’s Edition includeva tutto il contenuto della Black Armor Edition più:

  • Statuetta del Warrior Knight — alta 30 cm, peso 450 grammi, raffigurante il cavaliere con doppia armatura in posa iconica. È l’oggetto simbolo dell’edizione e la ragione principale per cui vale molto più della versione standard
  • Artbook rilegato esclusivo — ricco di immagini inedite e concept art del processo di sviluppo firmati dai grafici di FromSoftware
  • Mappa in tessuto a colori del mondo di Drangleic — stampata su tessuto reale, grande e dettagliata, uno degli accessori fisici più apprezzati dai fan della saga

La statuetta del Warrior Knight è considerata una delle più belle mai prodotte per un titolo FromSoftware — non ha la raffinatezza delle statuette moderne in resina di alta gamma, ma ha una solidità e un’espressività che la rendono ancora oggi molto desiderata.

Dark Souls 2 Collector's Edition

Foto di Amazon.


Scholar of the First Sin Edition (2015)

Nel 2015 FromSoftware pubblicò Scholar of the First Sin — tecnicamente una versione aggiornata per PS4 e Xbox One, ma anche una riedizione completa con modifiche sostanziali al gioco originale. Include tutti e tre i DLC, nemici e oggetti riposizionati in modo più interessante e una serie di miglioramenti tecnici.

Dal punto di vista del collezionismo, Scholar of the First Sin ha la sua storia interessante — la versione PS4 con copertina in busta di cartone rigido (invece della normale custodia in plastica) è considerata più pregiata dai collezionisti che preferiscono questo formato.


Quotazioni attuali: quanto valgono le edizioni fisiche

Edizione / Condizione Valore indicativo
Standard PS3/Xbox 360, CIB buone condizioni 10-20 euro
Black Armor Edition PS3, CIB 30-60 euro
Black Armor Edition Xbox 360, CIB 35-65 euro
Collector’s Edition PS3, completa 100-200 euro
Collector’s Edition Xbox 360, completa 100-180 euro
Collector’s Edition PS3, sigillata 200-350 euro+
Scholar of the First Sin PS4, CIB 20-40 euro
Scholar of the First Sin PS4, sigillato 60-100 euro

Il dato più interessante è la differenza tra la Collector’s Edition aperta (100-200 euro) e sigillata (200-350 euro+) — un divario che racconta bene come il mercato stia iniziando a trattare questo titolo come un pezzo da collezione serio, non più come “un vecchio gioco PS3”.


Il DLC: la parte migliore del gioco

Vale la pena dedicare un paragrafo al DLC di Dark Souls 2, perché è una parte fondamentale dell’esperienza e ha un peso specifico anche nel collezionismo.

I tre DLC — Crown of the Sunken King, Crown of the Old Iron King e Crown of the Ivory King — formano la cosiddetta “Lost Crowns Trilogy” e sono unanimemente considerati il contenuto più riuscito di Dark Souls 2. Ambienti straordinari, boss memorabili e una sfida calibrata meglio del gioco base.

Nella versione fisica originale per PS3/Xbox 360, i DLC erano distribuiti come codici download — il che significa che molte copie dell’usato hanno ormai i codici già riscattati o scaduti. Per avere il gioco completo con tutti i DLC su hardware originale senza affidarsi al digitale, la Scholar of the First Sin Edition rimane la soluzione più pratica.

Dark Souls 2 DLC

Foto di Steam.


Dark Souls 2 nel 2026: perché vale la pena (ri)scoprirlo

Esiste una generazione di giocatori che ha conosciuto FromSoftware attraverso Elden Ring o Dark Souls 3 — giochi bellissimi ma costruiti su una formula ormai consolidata. Per loro, Dark Souls 2 può essere una scoperta sorprendente proprio perché è diverso: più sperimentale, più disposto a rischiare, con angoli e contraddizioni che gli altri capitoli non hanno.

La community di Dark Souls 2 è piccola ma fedelissima — e ha sviluppato nel tempo una serie di mod per PC (il famigerato “Enemy Randomizer” e “Irregular Rates” per aumentare ulteriormente la difficoltà) che hanno allungato enormemente la vita del gioco.

Dal punto di vista del collezionismo fisico, è ancora uno dei titoli FromSoftware più abbordabili in edizioni speciali — la Collector’s Edition con la statuetta è accessibile rispetto ad alcune edizioni limitate di Elden Ring o Bloodborne che valgono cifre molto più alte. Per chi vuole costruire una collezione completa della saga, è il momento giusto per completarla prima che i prezzi salgano ulteriormente.


FAQ

Dark Souls 2 è davvero il peggiore della trilogia? È il più divisivo — ma “peggiore” è una semplificazione ingiusta. Ha problemi reali di coerenza geografica e alcune scelte di design discutibili, ma ha anche il DLC più riuscito della saga, la maggiore varietà di build e alcune aree straordinarie. La versione Scholar of the First Sin è quella da giocare.

Qual è la versione migliore da comprare oggi? Scholar of the First Sin per PS4 o PC — include tutti i DLC, ha il gioco riequilibrato e gira su hardware più moderno. Per il collezionismo fisico, la Collector’s Edition originale PS3 con la statuetta è il pezzo più interessante.

La statuetta della Collector’s Edition è di qualità? È una statuetta in plastica alta 30 cm — non la qualità di una statuetta in resina moderna di alta gamma, ma solida e ben dettagliata. Raffigura il Warrior Knight in posa iconica ed è considerata uno degli accessori fisici più riusciti della generazione.

I DLC sono inclusi nella versione fisica originale? No — nella versione PS3/Xbox 360 i DLC erano codici download separati, spesso già riscattati nelle copie dell’usato. Solo la Scholar of the First Sin Edition include tutto integrato nel disco.

Dark Souls 2 è collegato narrativamente agli altri capitoli? Sì, ma in modo volutamente ambiguo — si svolge in una diversa era del ciclo di luce e oscurità dell’universo Dark Souls, in un regno chiamato Drangleic. Non richiede la conoscenza del primo capitolo per essere goduto, ma i riferimenti lore per chi conosce la saga sono numerosi.


Articolo aggiornato a ottobre 2026. Le quotazioni riportate si basano su vendite reali documentate sul mercato italiano ed europeo: verifica sempre i prezzi più recenti su eBay.it prima di un acquisto o una vendita importante.

Foto di copertina di proprietà di BANDAI NAMCO.

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